Andrea Herman, fotografo a Castelnovo ne'Monti (Reggio Emilia)

Da ragazzo ero preso da altre cose. La fotografia non m'interessava. Prendevo in mano la vecchia Pentax di mio padre e la osservavo come un oggetto incomprensibile, pur sapendo a cosa serviva. Ogni tanto facevo scattare l'otturatore: senza pellicola, senza inquadrare niente, solo per sentirne il rumore. Intorno ai vent'anni ho preso la mia prima macchina fotografica, non ricordo nemmeno spinto da cosa; forse da niente. Da quel momento non ho più potuto farne a meno. Ho iniziato lentamente a conoscere questo strumento, pur continuando a sentirlo come qualcosa d'incomprensibile. Ho capito che è questo che mi affascina: non riuscire a capire quale strano scherzo cambi ogni prospettiva se vista attraverso un mirino, quale mistero riesca a far vivere un pezzo di carta ed inchiostro ancor più dell'attimo vissuto. Come il musicista prova pizzicando una corda, o vibrando un'ancia, una gioia inspiegabile sempre solita e nuova, così è per me pigiando il pulsante di scatto, anche senza inquadrare niente, solo per sentirne il rumore.

vogue
malgrado le mosche
tiziano bianchi

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